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I Social Network nella ricerca del lavoro e nella selezione del personale

Sul web siamo ciò che comunichiamo!

Con l’avvento dei social network ognuno di noi ha davanti a sé un pubblico: un pubblico che ti valuta in base ai contenuti che pubblichi e alle conversazioni in cui intervieni; un pubblico che ti sceglie in base ai tuoi interessi e a ciò che sai trasmettere.
Molti pensano che per trovare lavoro o acquisire un cliente bastino un buon curriculum e le giuste competenze. In realtà non è così!
Quello che comunichiamo ogni giorno, tramite parole e foto, è poi l’idea che gli altri si fanno di noi, anche a livello professionale.

Come per molti altri settori, anche la ricerca di nuovi clienti e la selezione del personale sono stati travolti dalla digitalizzazione.

Non è più possibile parlare di lavoro senza tenere in considerazione i social network.

Lo scopo di chi cerca un’azienda o un professionista per richiedergli un servizio, oppure qualcuno da assumere per fargli svolgere una determinata mansione, è quello di soddisfare al meglio le proprie esigenze. Per fare questo è importante sapere chi o quali sono le persone che si ritrova davanti.
I social network sono lo strumento ideale per questo genere di ricerca, perché spesso finiscono per svelare molte più informazioni di quante l’azienda, il professionista o l’ipotetico candidato svelerebbero durante un incontro.

In questo contesto diventa quindi fondamentale avere un profilo social ben curato e sviluppato.
Di contro, la poca consapevolezza su quali contenuti sia opportuno pubblicare sui social può portare a vedersi rifiutare un lavoro, nonostante le reali competenze professionali corrispondano a quelle ricercate.

Ti presenteresti mai a un colloquio facendo un gestaccio mentre sei con una birra o un drink in mano? Parleresti al primo incontro con un ipotetico cliente di religione, calcio, politica, sesso o altri argomenti che magari potrebbero infastidirlo? Racconteresti esperienze, competenze, passatempi o passioni che in realtà non hai, sapendo che la persona che ti ha contattato per un lavoro, e che ora hai davanti, ha modo di scoprire chi sei e cosa fai realmente nel tempo libero?

I social network non sono uno spazio privato, ma una vetrina pubblica che restituisce l’immagine di chi siamo realmente nel quotidiano.

Le regole d’oro da tener sempre presenti nella cura del proprio profilo sui social network sono:

  • Aggiornare i propri dati (corsi frequentati, aree di attività, tipologie di aziende per le quali si ha lavorato, ecc.);
  • Mostrare le proprie competenze specifiche, ma anche potenzialità e capacità di adattamento;
  • Far emergere le proprie capacità di dialogo, soprattutto con generazioni diverse dalla propria;
  • Evitare contenuti sconvenienti, come foto in cui si fa abuso di alcolici, foto discinte o di dubbio gusto, contenuti violenti, razzisti, sessisti, lamentele di ogni genere, soprattutto riguardanti il capo, il datore di lavoro oppure il cliente;
  • Evitare il disallineamento, e quindi di proporci per lavori che non siano in linea con gli argomenti di cui parliamo sul nostro profilo social.

Non essere presenti o attivi sui social rappresenta una penalizzazione per chi cerca lavoro o nuovi clienti.

Secondo una ricerca di Adecco chi offre un lavoro è più propenso ad affidarsi a persone che: hanno qualifiche professionali sostenute sui social (42%); hanno un’immagine professionale positiva sui social (38%); possiedono una grande capacità di comunicazione (38%); dimostrano creatività (38%).
Non essere presenti o poco attivi sui social network viene spesso interpretato come un segnale di chiusura. Non voler partecipare alle conversazioni riguardo un argomento del proprio settore a volte è sintomo non solo di pigrizia, ma anche di incapacità ad aprirsi a nuove tendenze.

Essere presenti e attivi sui social, invece, rappresenta un valore aggiunto perché, oltre a darci la possibilità di mostrare le nostre competenze professionali, dimostra la nostra curiosità, flessibilità e capacità di adattarci ai rapidi cambiamenti verso cui la società in cui viviamo corre in continuazione.